Un film:
Arrivederci amore, ciao
di Michele Soavi
(tratto dal romanzo di Massimo Carlotto)

Finalmente un film senza un „happy end“; dopo tutte queste comedie americane, tutti questi film di stampo Disney, Pixar, Dreamworks e Universal con tutti questi happy end….lui e lei si sposano, bambini, casa, lavoro, felicitá, tranquillezza, un futuro prossimo divertente….peró in questa pellicola no, anché perché come probabilmente tanti sapranno, questo „happy end“ é solo una invenzione, una bugia, un´illusione, fatta per gli spettatori che poí se ne possono andare felici e contenti a casa….questo „happy end“ é soltanto un momento, un attimo, che poi la vita tutta questa gente felice e contenta la vuole indietro con tutta la sua cattiveriá, la noia, le malatie, l´infortuni, con tutta questa gente per bene che circonda uno e il quale unico scopo é quello di distruggere uno….cosi niente „happy end“ nella vita reale, che ogniuno se la deve sopportare per se stesso….cosi scrivo sodisfatto….almeno in questo film non c´é un happy end….anzi una fine bruttisima, ma secondo me belissima….

Il film racconta la storia di Giorgio Pellegrino (Alessio Boni), un ex-terrorista, rifiugiatosi in sudamerica a fare la rivoluzione che come unico risultato lo porta a uccidere il suo miglior amico….dopo questo ritorna in Europa e si consegna alle autoritá, che lo rinchiudono in prigione….fa un patto coi Digos, con il vice-questore Anedda Ferruccio (ottima prestazione di Michele Placido) e ritornato nella liberta trova una sistemazione e un lavoro, ma ben presto ritorna nell´ambente semi-criminale, costretto anche dai Digos che li stanno attaccati alla pelle e comincia la vera storia….quella di un criminale nell´italia degli anni novanta….traffico di droga, prostituzione, estorsioni, pestaggi….tutto sotto gli occhi dei Digos, anche loro interessati piú o meno solo alla loro parte del bottino….corrotti, aggressivi; da mettere sullo stesso livello dei criminali se non peggió….
Cosi l´attore principale Giorgio Pellegrino fa il suo lavoro ben poco pulito e con il tempo che passa i morti non diventano meno, le donne cambiano e pian piano Pellegrino riesce con tutte le sue attivita illecite a farsi una esistenza da cittadino leale, rispettato e meno compromesso di un bambino….ci sono due storie d´amore, il grande colpo e poí la resa dei conti con il vice-questore Anedda, che con il andar avanti del film sembra sempre di piú lui il vero criminale e meno Giorgio Pellegrino….

Il film non frena, ha un ritmo elevato e il protagonista principale deve starsene attento ogni secondo a non perdere il controllo, non della situazione, ma della sua vita e questa tecnica ricorda molto i film gangster e poliziesci di Hong-Kong, non solo la velocitá e l´uso della camera, ma anche la storia….poliziesco poco pulito, criminale poco pulito in un mondo che finora non é mai stato pulito, forse tranne con qualche bugie poí scopertersi anché di essere bugia….

Nel film si vede che il regista Michel Soavi tempo fá aveva inanzitutto giratato dei film horror e cosi non manchano certo i momenti shock e i cambiamenti improvisi della storia.

Ottimo lavoro come sempre di Andrea Guerra, responsabile per il soundtrack e comé in Finestra di Fronte („Ma che freddo fa“ di Nada) anché questa volta, come lo dice giá il titolo, usa, una bellisima canzone degli anni sessanta….“Arrividerci amore, ciao“ di Paolo Conte/Caterina Caselli….un Andrea Guerra che pian piano sta entrando nel orma di un genio come Enrico Morricone, facendo un soundtrack che si riconosce per se….un soundtrack, dove, come spettatore ti chiedi, chi l´ha fatto….

Finalmente un film senza „happy end“….un buon film….niente di meno e niente di piú….

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